La ripartizione di Livorno in quartieri o agglomerati di persone, già presente nella città “ideale” dei primi anni del Seicento, individua 16 rioni, tra i quali tra l'altro vengono disputate le varie competizioni marinare con barche a 4 e 10 remi. I rioni sono: |
| Antignano | Ardenza-La Rosa | Benci Centro | Borgo Cappuccini |
| Colline-Coteto | Fabbricotti | Magenta-Origine | Montenero |
| Quercianella | Salviano | San Jacopo | San Marco-Pontino |
| Shangai-Torretta | Sorgenti-Corea | Stazione | Venezia |
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Antignano
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E' un rione che si trova alla periferia sud della città; ha origine antichissime infatti il suo nome lo troviamo gia in un documento risalente al 1171, ma probabilmente il villaggio é ancora piu vecchio e deve probabilmente il nome al suo proprietario romano Antinius. Antignano per molti secoli rimase completamente isolato dal resto della citta; alla quale venne unito da un sistema viario solo nel XIX secolo. Nel 1897 fu fatta la linea tramviaria a cavalli a nel 1899 fu approntata la strada ferrata. Per difendersi dagli attacchi continui dei pirati, Cosimo I fece costruire il Castello, un bel fortizio disegnato da Raffaello Guerrazzi, comandante della Fortezza Vecchia. All'interno vi troviamo la chiesa di S. Lucia, una delle piu antiche di Livorno, (1370), molto deteriorata per l'azione inesorabile del tempo. Nella seconda meta del 1800, Antignano crebbe di importanza turistica e vennero edificate numerose ville, ancora oggi esistenti.
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Ardenza-La Rosa
| Il quartiere prende il nome dal Rio Ardenza, un torrente che scorre nei pressi del borgo, anche se altri farebbero risalire il nome al grande incendio che si sviluppò nella località in tempi antichi (Ardenza da Ardere) . Nel ‘600 si sparsero voci che l’imperatore romano Claudio Nerone disperse numerosi tesori in questa zona, ma i cercatori rimasero delusi. Lo sviluppo del borgo, all’inizio staccato da Livorno, possiamo datarlo 1800 con la costruzione della chiesa di S. Simone (1837) quando vicino alle case dei pastori si affiancarono nuclei abitativi più consistenti. Nel 1841 furono costruiti da Leopoldo II i Casini di Ardenza, in stile neoclassico per ospitare in centinaia di stanze la corte, i villeggianti e i bagnanti forestieri. L’anno dopo oltre all’ingrandimento della passeggiata, fu spianato il monte Tignoso e con le pietre ricavate fu realizzata la curvilinea dell’ avamporto. L’ippodromo Caprilli risale invece al 1868. Col passare del tempo alle case degli operai si sono aggiunte numerose villette con bei giardini trasformando la zona in residenziale, ma il passo decisivo verso l’integrazione con la città si ha con la costruzione negli anni ’50 dei quartieri Stella e la Rosa con strutture architettoniche moderne.
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Benci Centro
| Il nome del quartiere sostituisce l’antico "Rione del mercato" o "Rione dell’Ovo Sodo", quest’ultimo nato dallo spirito scanzonato dei livornesi per evidenziare i colori delle maglie dei vogatori (altri sostengono per il tragitto del tram a forma di uovo). In passato era il centro delle attività di compravendita, sin dal ‘500, infatti i forzati del bagno penale vendevano le proprie creazioni sotto i loggiati di via Grande, spazio rivendicato in seguito dai mercanti per i loro banchi di vendita. Il crescente commercio richiese spazi sempre più ampi ,così Ferdinando II nel 1632, fece aprire la piazza delle Erbe (oggi Piazza Cavallotti) dove furono trasferiti tutti i banchi che andarono ad estendersi fino al Picchetto e per le strade intorno (il musicista Pietro Mascagni, figlio di un fornaio, nacque proprio in questa zona). Le scuole elementari Benci risalgono al 1893, il mercato coperto oggi "piazza" di vendita al minuto nel 1894 come la chiesa di S.Benedetto in Piazza XX Settembre dove oggi troviamo il famoso mercatino americano, zona di vendita di oggetti curiosi e di vestiario richiamo per i turisti. Nel quartiere troviamo ancora il Duomo, la chiesa di S.Giulia (patrona della città), la chiesa degli Olandesi (1861) a testimonianza di Livorno come luogo di incontro di culture e religione diverse, la statua del granduca Leopoldo II (detto Canapone, Paolo Demi 1848). Oggi il rione, centro della città, ospita numerosi studi di liberi professionisti e commercianti con banchi e botteghe.
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Borgo Cappuccini
| La nascita di questo rione fu decisa durante l’occupazione francese, ai primi dell’800, vista la necessità di case per la crescente popolazione. Il suo nome ha origine dall’antica via che conduceva al convento dei Frati Cappuccini (1582). Il rione rappresentava un complesso di abitazioni, orti e vigne, all’epoca fonti di produzione e benessere, vista la vicinanza del porto che ne garantiva l’esportazione. Quando fu costruito il Cantiere Orlando (1865, al posto del lazzeretto S.Rocco) il quartiere ebbe una notevole evoluzione sociale, in quanto ci fu l’assorbimento di operai provenienti dai quartieri S.Giovanni e Venezia che contribuirono allo sviluppo delle attività marinaresche e artigianali. Oggi Borgo Cappuccini è un quartiere ricco di negozi e di attività commerciali che affianca ai maestosi palazzi di fine ottocento e i resti delle case coloniche, gli edifici costruiti nel dopoguerra. La popolazione che si avvia ad un progressivo invecchiamento rimane legata alle tradizioni marinare, orgogliosa organizzatrice della coppa "risiatori", una delle tre principali regate che vede impegnati i rioni livornesi ed i loro equipaggi.
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Colline-Coteto
| Una volta uscendo da porta Leopolda (1837-1930) i livornesi potevano ammirare la distesa di colline attorno alla città, da qui il nome porta a Colline, divenuto poi Colline. Questo è un rione in continua espansione che cominciò ad essere abitato all’inizio dell’800 da contadini (l’apertura di un asilo rurale fu determinante), anche se lo sviluppo completo si ebbe con la costruzione della stazione ferroviaria. Oggi nella zona troviamo case popolari, ma anche palazzine con giardini e orti e gli spazi da sfruttare sono ancora molti. Coteto è un moderno quartiere che deve il suo nome ad un’antica fattoria ricordata per la produzione di grano, la sua area è andata sempre più riducendosi, anche se rimane tuttora strategica vista la possibilità di raggiungere ogni punto della città in tempi brevi; è per questo che qui troviamo le caserme di vigili del fuoco e polizia stradale.
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Fabbricotti
| Prende il nome dall'omonima Villa, che sorse nella seconda metà dell'800 in mezzo a grandi fattorie. Ex villa dei Franceschi, fu acquistata e trasformata nel 1871 da Bernardo Fabbricotti, ricco commerciante di marmi che si avvalse dell'opera dell'architetto Vincenzo Micheli. Probabilmente la villa sorge sull'area di un edificio rurale eretto al tempo dei Medici. Nel 1935 il Comune comprò la villa con 6 ettari di parco e con altri 37 etteri di podere della tenuta; lo scopo era quello di sostruirvi le case per le "classi più elevate", ma dopo la guerra vi vennero costruiti edifici destinati al ceto medio cittadino. Le ultime aree disponibili furono vendute nel 1956.
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Magenta-Origine
| Quartiere situato nel cuore della città vecchia che prende il nome dalla via principale che fu dedicata alla famosa battaglia risorgimentale, assieme alla piazza in cui fu piantato un albero per ogni caduto. Sin dal ‘700 sorsero in zona villette e palazzine con ampi giardini e poderi agricoli, col tempo ceduti all’amministrazione statale e comunale per la realizzazione di scuole e strade. La parte più viva e oggi più caratteristica risulta essere l’Origine, borgata di inizio ‘800, dove ancora oggi troviamo negozi di artigiani e commercianti. In zona troviamo il teatro Goldoni, oggi in ultima fase di ristrutturazione che fu costruito su progetto di Giuseppe Cappellini ed inaugurato il 24 luglio del 1847, il monumento a Cavour nell’omonima piazza (1871), la piazza Magenta (Piazza della Vittoria) dove sorge la chiesa di S.M. del Soccorso (1836) e il Cisternone (serbatoio di acqua) un grande edificio–monumento opera di Pasquale Poccianti (1842) dove l’acqua viene depurata dalle impurità e distribuita alla città. Oggi la zona di piazza Attias, via Ricasoli e Piazza Cavour è il centro commerciale di Livorno e "salotto" giovanile, dove i giovanissimi livornesi si incontrano dal tardo pomeriggio in poi, trovandosi in piazza, nei caffè, nelle gelaterie e nelle paninoteche molto numerose in zona.
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Montenero
| Il nome deriva dal colle che in epoche remote appariva ai naviganti scuro e nero per la folta macchia mediterranea. La località è famosa per il Santuario della Maria SS. delle Grazie e considerata la patrona della Toscana, per questo meta di pellegrinaggi sin dal 1345. Sul Famedio del Santuario troviamo le tombe o i ricordi dei livornesi illustri come tra gli altri il musicista Pietro Mascagni, lo statista Ernesto Rossi, il poeta Giovanni Marradi, il patriota Carlo Bini, il pittore Giovanni Fattori, lo scultore Paolo Emilio Demi, lo scrittore Domenico Guerrazzi.I colli, una volta ricchi di boschi e selvaggina, sono diventati sin dal ‘700 luogo di villeggiatura e signorili residenze e raggiunti dalla "plebe" livornese soltanto agli inizi del ‘900 (con la costruzione della linea tranviaria del 1901), in occasione di scampagnate e "ribotte" domenicali. La piazza di Montenero (dove sorge il Santuario) è collegata dal 1906 alla "più bassa" Piazza delle Carrozze dalla famosa funicolare. Oggi l’integrazione con Livorno città è ottimizzata da servizi pubblici e comode strade, visto il sostanziale aumento della popolazione "fuggita" dal centro e è andata ad insediare la riservatezza delle ville, dei parchi e delle piscine dei vip livornesi.A Monte Burrone tra il verde dei boschi troviamo i resti della faraonica tomba mai terminata di Costanzo Ciano da dove si gode di una straordinaria vista di Livorno e la sua costa da nord a sud.
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Quercianella
| E’ una località di origine etrusca a sud della città. Fino agli inizi del XX secolo Quercianella era solo una località con pochissime case sparse, fra cui una stazione di posta proprio dove adesso si trovano il ristorante il Calesse e la Pizzeria Ireale. Nel 1911, con l’inizio dell’attività dei Bagni Paolieri, i primi sulla costa, nell’insenatura centrale, con la cala di sassi rotondi e la migliore esposizione al sole, si delinea la vocazione balneare del paese che si sviluppa anche per merito della ferrovia che consentiva facilmente a Fiorentini e Romani di recarvisi in villeggiatura estiva. La storia più recente vede un insediamento residenziale consolidato, seppur ridotto, con varie attività ricettive e varie associazioni che collaborano fra loro, dal Centro SocioCulturale, alla Pro–loco, al Circolo pesca del Chioma. In particolare, il Circolo Nautico Quercianella, di fatto gemellato con la Sezione Nautica, organizza scuola di vela e regate veliche, da quest’anno anche nell’ambito del Trofeo Accademia Navale. Dal punto di vista ambientale, Quercianella, rimane un angolo di paradiso fra il blu del mare e il verde della macchia mediterranea dominato visivamente dal Castello di Sonnino; mentre nell’attività turistica viene ancora privilegiata la tranquillità e la possibilità di godere dell’acqua cristallina e delle bellezze naturali.
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Salviano
| Cinque luoghi che legano la storia antica a la "nuova" Livorno moderna. Salviano, il rione più vecchio dei cinque era il crocevia dei traffici che da Pisa si dirigevano sulla costa sin dal II secolo A.C. (109 A.C.). Deve il nome al suo vecchio proprietario romano il patrizio Salvius.La chiesa di S. Martino risale al 1781 e fu costruita sui resti di un’altra chiesa di cui si conserva ancora l’abside (1078). Il convento della Sambuca (Santa Buca) è stato fondato attorno al XVI secolo nei pressi del torrente Ugione, mentre il monastero della Valle Benedetta, una volta infestata da lupi e briganti, risale al 1692. La Leccia e la Scopaia sono i due moderni quartieri livornesi che prendono il nome dalle due rispettive fattorie, passate in proprietà ai Benedettini assieme alla Villa Corridi, una volta distilleria e sanatorio oggi trasformata in un tranquillo parco pubblico che fa da straordinaria cornice ai due nuovi quartieri. In Collinaia, zona più a sud e molto tranquilla, troviamo palazzine affiancate da distese di campi e orti, da dove provengono i prodotti nostrali. Salendo sulla collina arriviamo a Monterotondo e all’altro bellissimo parco-Villa Mauro Gordato.
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San Jacopo
| Il quartiere pur non essendo troppo vecchio, contiene resti storici della città: dal Lazzeretto è sorta l’odierna Accademia Navale (1878). Il nucleo più antico si formò però attorno al romitorio di S.Jacopo nel 1187, nei pressi della sorgente d’acqua dolce Acquaviva. Il pieno sviluppo si ebbe intorno al 1875 quando furono costruite case per i pescatori vicino al Lazzeretto e disposte urbanisticamente ad isole riprendendo La Venezia Nuova. Col tempo sorsero tra le case lussuose ville e fu data vita al lungomare livornese (Viale Italia) contornato più tardi dai primi stabilimenti balneari (1850 ca.), tra i primi in Italia dei quali vale la pena ricordare Lo Scoglio della Regina (1846 a Maria Teresa d’Austria)ed i Pancaldi (1846). Il quartiere comprende la Spianata dei Cavalleggeri, oggi Terrazza Mascagni una lunghissima terrazza ristrutturata recentemente che si affaccia sul mare e luogo di passeggiata, di ritrovo e di organizzazione di feste particolari per i livornesi, non dobbiamo dimenticare poi la Villa Mimbelli un museo- parco tra dove trova sede la cultura e l’arte internazionale.
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San Marco-Pontino
| Il nome deriva dal ponticello, posto sugli scali del Pontino. Il quartiere situato a nord ovest della città, occupa una area molto estesa ed è un mix di scali, piazze, fossi e "viuzze", che convogliano da un lato sulla Fortezza Nuova e dall’altra parte alle mura Lorenesi. La parte più antica risulta essere il lato di Pontino, che prende il nome da un ponticello che collegava le due zone campestri e non via Garibaldi-Palestro, mentre il nome San Marco deriva dal santo devoto dei Medici che è anche la parte della Fortezza Nuova che dà sul gazometro. Le cantine della zona che si affacciano sullo specchio d’acqua antistante la Fortezza erano una volta luogo di lavoro di acciughe, baccalà e salacche da parte degli abitanti del rione. La porta di San Marco risale al 1835 e nel 1838 venne aggiunto il famoso leone di marmo. A fine secolo il rione era la piazza di navicellai e addetti ai magazzini di stracci, oggi racchiude una vasta area scolastica (ben quattro scuole medie superiori) e numerosi negozi di commercianti e artigiani da Piazza della Repubblica (la centralissima piazza-ponte), a piazza Garibaldi e per tutta via Garibaldi, senza dimenticare le caratteristiche stradine interne.
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Shangai-Torretta
| Torretta quartiere nord della città prende il nome da un’antica torre pisana, era l’antico porto di Pisa Repubblica Marinara. Oggi è ricco di piccole, medie e grandi imprese, artigiani, magazzini e depositi (è presente anche un grande scalo merci ferroviario collegato al porto mercantile) che giungono fino al Calambrone. Shangay è un quartiere moderno (1935) formatosi dagli esiliati dal centro del regime fascista, il nome deriva dal tipico affollamento delle città cinesi sedi di porto. Ultimamente si sta assistendo ad una politica comunale che mira ad una pianificazione urbanistica di questa zona per troppo tempo trascurata.
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Sorgenti-Corea
| Il rione era una volta aperta campagna da cui sono sorte col tempo le prime attività, le corallaie, la stazione di posta e le prime case. Il processo di sviluppo è del tutto particolare dato che la zona è andata popolandosi dalla Cigna (zona più periferica) al centro cittadino. Il nome delle Sorgenti deriva dall’omonima via e dalle numerose polle d’acqua della zona tra le più famose la Puzzolente sorgente di acqua sulfurea. La Cigna è un quartiere industriale tuttora in grande sviluppo che prende il nome dal torrente che scorre nella zona. Corea invece prende il nome dalle fastidiose invasioni di insetti che agli abitanti ricordava la Corea nazione. Il rione è spesso chiamato Fiorentina, specie dalle persone più anziane che ricordano l’antico e originario borgo che prendeva il nome dalla porta.
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Stazione
| Il rione é nato dopo la costruzione della nuova stazione, inaugurata il 3 Luglio 1910, ma si é sviluppato con la costruzione dei primi 16 blocchi di case popolari, vicino alla ferrovia che ospitava appunto le famiglie dei ferrovieri. In questa occasione nacque il primo quartiere popolare a Livorno. Prima di questa data vi é da citare nel 1841 l'inizio dell'attività dell'Arena Alfieri, teatro all'aperto e nel 1905 l'apertura dei Bagni termali della Salute. Questo complesso costruito in stile "liberty", sfruttava le acque di cinque sorgenti cloruro-sodiche e ioniche; per questa ragione Livorno venne chiamata "Montecatini al mare".
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Venezia
| Il nome deriva dalle caratteristiche di questa zona, ponti e ponticelli che attraversano centinaia di canali dei Fossi Medicei. Il quartiere risale al XVII secolo e nacque per la necessità di espansione della città, bonificando la spiaggia malsana al di là delle mura Nord. Furono costruiti il Duomo, la Sinagoga, le Chiese dei Greci Uniti, della Madonna di San Giovanni ed il palazzo Granducale. Lo sviluppo portò abitanti e mercanti (nel 1737 38000 di cui 8000 israeliti) che utilizzavano le cantine dei canali come magazzini. Il 1648 vide sorgere il palazzo della Dogana (oggi Camera di Commercio) e il teatro delle commedie (dove esordì Carlo Goldoni), più tardi il Palazzo del Municipio e la chiesa degli Armeni. Molte altre risorse storiche di questa zona sono purtroppo andate distrutte con la seconda guerra mondiale, oggi il quartiere ha ripreso vita ed è diventato il cuore della Livorno notturna, si sono ristrutturati i vecchi magazzini per far posto a pub e locali, ma anche a negozi di artigiani. Nella prima settimana di Agosto si svolge tra i canali e le strade del quartiere "Effetto Venezia" , la famosa manifestazione da non perdere dell’estate livornese.
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