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La storia di Livorno

Le ipotesi sulle origini di Livorno e del suo nome sono diverse e in gran parte assomigliano più a leggende, peraltro suggestive, che a teorie dalle solide fondamenta; questo perché è certo che diverse popolazioni si alternarono nella colonizzazione del territorio sicuramente da molto prima della nascita di Cristo.In ogni caso esisteva, duemila anni fa, una cala, il porto di Labrone, di cui parla lo stesso Cicerone, adatta al ricovero di particolari imbarcazioni, veloci e di ridotte dimensioni, chiamate liburne. Questa cala, detta all'epoca appunto Liburna, probabilmente costituisce l'origine della città e del suo nome.
Nei primi secoli dopo Cristo gli abitanti, che si erano insediati nei pressi del porto naturale, erano soprattutto pescatori e si trovavano sotto l'influenza di Pisa, al tempo importante porto Commerciale. In seguito, alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, anche Pisa ed il suo porto subirono la dominazione delle popolazioni provenienti dall'Europa dell'est e dalla Germania, principalmente Goti, Longobardi e, a metà del settimo secolo dopo Cristo, dei Franchi. E' da notare che il territorio su cui sorgevano le poche costruzioni capostipiti della futura città, era paludoso e malsano e che solo nell'undicesimo secolo una torre, detta Mastio di Matilde, sancisce l'importanza del villaggio, al tempo parte di un'importante feudo retto appunto dalla Contessa Matilde, Marchesa di Toscana.
Nei due secoli che seguirono Livorno fu rasa al suolo dai Genovesi, poi fu riconsegnata ai Pisani, subì alterne vicende, compresa la cessione poi annullata ai Marchesi di Massa, fino a quando i pisani non completano la fortificazione del porto aggiungendo altre due torri ad un'altra che era stata eretta prima della cessione suddetta. Vengono anche costruiti magazzini che confermano l'importanza commerciale del porto.
Un fondamentale aspetto della prima parte della storia della città consiste nella mutevole conformazione del territorio circostante; infatti l'Arno, dalle cui sponde partivano navi per tutto il Mediterraneo, in realtà, interrando progressivamente la propria foce e spostando spesso il proprio corso, determinò uno scadimento di quell'approdo a favore del porto di Livorno e, in uno scenario costituito dalle alterne vicende per il dominio del mar Tirreno, il borgo labronico comincia nel tredicesimo secolo, per proseguire nel quattordicesimo, a consolidare la propria struttura difensiva ed importanza strategico-economica, spesso peraltro messa a dura prova dagli eventi altalenanti di quegli anni.Il 1406 vede il declino come potenza marinara di Pisa, e Livorno per quattordici anni passa sotto il dominio dei genovesi fino a quando, nel 1421, il possesso della città passa a Firenze che, in forte espansione e bisognosa di un'efficiente sbocco al mare, da questo momento segnerà il destino della città.
Fu così che Cosimo I de' Medici decise che Livorno doveva diventare il maggior porto dello stato mediceo: fu perfezionato il sistema di fortificazioni, venne completato il canale navigabile che la collegava a Pisa e venne attirata nuova popolazione grazie a una politica economica assai vantaggiosa (nel 1560 si contavano 800 abitanti; nel 1609 erano 8200). Cominciò quindi lo sviluppo economico della città che, fino al 1737, vede la famiglia dei Medici protagonista quasi assoluta degli eventi cittadini: da Cosimo il Vecchio a Lorenzo il Magnifico, da Cosimo Primo al figlio Francesco che in pratica imposta la struttura della Città dando l'incarico all'architetto Buontalenti che la concepì a pianta pentagonale, e dopo questi, morto in circostanze oscure, Ferdinando primo, che migliorò l'aspetto urbanistico e a cui soprattutto si deve la "Costituzione Livornina", che, consentendo grandi incentivi e sgravi fiscali ai mercanti di qualsiasi provenienza che si fossero stabiliti ed avessero operato a Livorno, determinò un nucleo di popolazione da cui discendono molti degli abitanti attuali della città.
A Livorno si vennero a creare floride comunità Ebree, che tra l'altro qui non conobbero mai l'umiliazione di un ghetto, ed ancora Greche, Armene, Inglesi Francesi, Olandesi, Spagnoli, Portoghesi, Russi, Musulmani e Valdesi; quando si dice che questa città è cosmopolita, si afferma una verità che ha solide radici nel passato.
Dopo Cosimo Secondo, Ferdinando Secondo, Cosimo Terzo termina la dinastia dei Medici con Giovanni Gastone: è il 1736 e gli abitanti di Livorno, a cui era stato dato il titolo di Città centotrenta anni prima, supera i 30.000 abitanti. La dinastia che seguì quella dei Medici fu quella dei Lorena. Questa famiglia, legata agli Asburgo d'Austria, ha il suo primo rappresentante nel Granduca di Toscana Francesco secondo , marito di Maria Teresa figlia dell'Imperatore Carlo sesto, che nel 1745 divenne a sua volta Imperatore d'Austria e del Sacro Romano Impero e delega in sua rappresentanza un Consiglio di Reggenza con sede a Firenze. In questo periodo la città si espande anche alle spalle del porto ed oltre la zona litoranea, assume una conformazione meno arroccata a ridosso delle strutture difensive ed assume l'aspetto di stampo europeo, inoltre è proprio di questo periodo un notevole impulso delle arti, del commercio, dell'editoria che fa di Livorno centro di divulgazione culturale grazie clima di sostanziale tolleranza.
Nel 1765, alla morte di Francesco, gli si avvicenda, in Toscana, Pietro Leopoldo. Egli accentuò l'impostazione urbanistica della città del suo predecessore e collegò definitivamente le attività locali all'economia della regione. Il quartiere della Venezia Nuova assume vede la costruzione di edifici di ottima fattura e diventa, in pratica, centro delle attività commerciali e tutto il territorio è protagonista di un notevole salto qualitativo. Tra le novità legislative, lungimiranti per l'economia, e all'avanguardia peri contenuti, è da ricordare l'abolizione della pena di morte nel 1786. Nel 1790 Pietro Leopoldo viene incoronato Imperatore e, ancora una volta, la Toscana è affidata ad una forma di reggenza ed in particolare a Livorno inizia il periodo legato al nome di Ferdinando terzo, che, in parte sulle orme del padre e in parte in maniera discutibile, governò in due periodi diversi che, a lato dei grandi avvenimenti europei, vide la città occupata dai Francesi, dagli Spagnoli e dagli Inglesi. Pietro Leopoldo secondo, al quale si devono trentacinque anni di buon governo della città, è l'ultimo dei Granduchi di Toscana.
Con l'Unità d'Italia Livorno perse la prerogativa di porto franco ed acquistò la funzione di primo porto della regione, portando comunque avanti il suo sviluppo.
Oggi Livorno vive ancora del suo porto ed è ancora l'indotto del porto l'attività economica più importante, senza però trascurare le industrie della ceramica e dei materiali da costruzione. Importante è anche l'attività turistica balneare di tutta la costa della provincia livornese e dell'arcipelago toscano, con l'isola d'Elba in testa.
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